Oct 072011
 

A proposito della scomparsa di Steve Jobs, nel blog struckta stukhtra ho letto questo commento:

Ho ammirato i suoi giocattoli e la sua capacità di inventarli e rinnovarli. Eppure non capirò mai chi mitizza un uomo che non ambiva affatto al Nobel per la pace, né a cambiare il mondo per quello che un essere umano può intendere con “cambiare in meglio la condizione in cui si trova l’umanità di questo pianeta”. Il suo unico credo era la realizzazione dei propri desideri (giocattoli perfetti, migliaia di dipendenti, milioni di pezzi prodotti, miliardi di dollari). C’è riuscito, ha sbaragliato la concorrenza, ha avuto ragione su tutta la linea, ha costretto tutti gli altri a copiarlo, ha goduto dei propri successi, e in questo è stato bravo, anzi, bravissimo. E quindi?
Per piacere, non mitizziamo l’individualismo.

Queste frasi mi hanno colpito perché, in fondo le condivido e anche io penso che sia sbagliatissimo mitizzare qualsiasi individuo (eccetto Feynman ovviamente :-) ). Proprio per questo ho riflettuto del perché, nonostante tutto, anche io sia rimasto così intristito dalla sua scomparsa.

E dopo aver riflettuto ho realizzato che mi dispiace perché non saprò mai cosa avrebbe inventato nei prossimi 20 anni…

Come mi dispiace immaginare l’enorme materiale intellettivo umano sprecato nella forma di tutti gli individui che non possono “sbocciare” appieno essendo nati in zone del mondo dove si fa fatica ad arrivare a 15 anni…

Come mi dispiace dover sparire tra un po’, più tardi possibile, senza sapere perché e per come siamo qui, e se siamo soli, e se non siamo soli chi c’è con noi…

Come mi dispiace non poter mai sapere se l’ipotesi di Riemann è vera…

Come mi dispiace perché ogni tanto bisogna dispiacersi per godere di più i momenti in cui non ti dispiace niente ;-)

Sep 282011
 

Dopo aver letto questo post, senz’altro riterrete il titolo un po’ fuorviante, ma tant’è :-)

Stamattina stavo discutendo con la mia dolce metà di questa notizia, rising funeral costs: can you afford to die?, al che le ho detto “dovessi mai schiattare, ti prego, non spendere un solo euro per il funerale: niente camposanto, niente chiesa (ovviamente), cremami e spargi le ceneri sopra un campo di fragole (che tanto mi hanno dato in vita). Poi, con i soldi risparmiati, fai una bella festa dove vengono proiettate le mie facce, un paio di preghiere per il Flying Spaghetti Monster e finita lì”.

Alla sua risposta che non è possibile, che comunque morire costa un sacco, che è vietato dalla legge, ecc. ho risposto, col mio solito adorabile cipiglio, che avrei diseredato lei e i figli per non obbligarli a pagarmi il funerale e farlo così pagare al comune e via dicendo.

Insomma, una piacevolissima discussione :-D

Tornato in ufficio ho fatto qualche ricerchina sul web e ho scoperto che c’è una legge del 2001 che toglie il divieto di spargere le ceneri e che il costo della cremazione è fissato, sempre per legge, ad un massimo di 537,97 €. Inoltre diverse città applicano tariffe minori per incentivare la cremazione (a Milano 234 €, a Venezia solo 120 € e a Roma gratis!). Tra l’altro già oggi in Italia si raggiunge il 10% dei casi e in alcune città si supera il 50%.

Insomma, qui lo dichiaro pubblicamente: quando (e se) crepo, massimo 537,97 € (sempre che non riesca a spostarmi in tempo a Roma) e le mie ceneri sopra un campo di fragole.

Ah, mi raccomando: non gettatemi controvento! :-D

 

Aug 282009
 

Purtroppo non ho mai conosciuto Fravia, ne di persona ne digitalmente, conoscevo però molto bene il suo sito. Fravia è morto a maggio di quest’anno a 52 anni.
Dalla pagina dove racconta dell’ultima parte della sua vita, voglio citare i passi finali, scritti da lui in italiano (conosceva 6 lingue e adorava Venezia).
Vorrei avere il suo coraggio quando sarà il mio turno.


Ehi, amici!

Non fatemi mica gli stracattolici piagnotti, per cortesia.

Non bisogna mai dar troppa corda al destino, senno’ quello si monta
la testa e crede davvero di poter fare quel che più gli aggrada, il
birichino. Il che non è mai detto. Né detta è mai l’ultima parola.
Si vedrà… Chi vivrà vedrà, hahà :-)

Se/quando la morte poi arriva, la si guarda in faccia alteri, per
farle capire che non si ha paura, come si fa da che mondo è mondo
con le pantere (e con le zanzare).
Darsi un contegno, suvvia: “Maristella, non dar troppa corda a quel
signore!”

E via, via, son cose che succedono a tutti prima o poi (con rare
eccezioni, storicamente alquanto dubbie): tout passe, tout casse,
tout lasse. E poi chissà: l’ultima frontiera? Magari è
interessante, certamente sarà assai poco banale.

Ricordate dov’eravamo prima di venire al mondo? Li’, proprio li’
torneremo, voilà. Tutto quel grigio: un posto calmo, quite cosy.
Questo, l’adesso, è solo uno starnuto tra due eternità,
probabilmente dovuto ad eccessive dosi di pepe :-)

Immagino inoltre che dandosi un universo infinito e un tempo infinito
(se infiniti poi davvero sono) si possa comunque verificare -grazie
alla matematica delle probabilità- una qualche forma di metempsicosi
su scala plurigalattica: un lungo sonno senza sogni, e poi -zac!-
la medesima -o pressoché- composizione di neuroni ecco che si ripropone,
deus ex machina, e si va ad affrontare magari un altro round di reversing
in un’altra, differente, concomitanza d’eventi.
Grazie a dio senza ricordi (altrimenti sai che noia alla lunga), ma
sempre come alle giostre: “altro giro, altra corsa”, sperando il prossimo
giro avvenga su di un pianeta con meno imbecilli.

Nel frattempo, carpe diem! Godiamocela: beviamo e leggiamo e giochiamo e
studiamo e fotografiamo e scriviamo e cantiamo e passiamo lunghe serate
a guardar le stelle, se possibile circondati di amici ed amori.
Sempre beninteso “ridendo in faccia a monna morte ed al destino”,
come dicevano quei minchioni dei futuristi sfiorando “le onde nere
sulle torrette fiere nella fitta oscurità” andandosene “pel vasto mar”
(noi anche per certi versi, ma, costretti purtroppo a svendere la nostra
amata vertue, oramai solo giocando -grazie a wine- a silent hunter III
con i brin nella variante “mediterranean” :-)

Ma ogniqualvolta possibile è meglio abbandonare i pallidi schermi ed
uscire: assapporiamo i crepuscoli a spasso per i centri storici con le
nostre compagne, facciamoci accarezzare dal vento e dal sole sulle spiagge,
cerchiamo conchiglie con i nostri figli. Ce ne sono di bellissime.

fravia+, (march 2009)

 

Eluana potrebbe fare dei figli

Silvio Berlusconi

Una scelta coraggiosa

Vaticano

Ma le parole in questo schifo di paese hanno un significato? Ma è possibile che una persona possa dire questa bestialità senza che nulla succeda?

So bene che l’unico scopo di quell’inqualificabile individuo è spostare l’attenzione e tutti noi ci caschiamo, anche chi come me s’arrabbia.

Ma è più forte di me.

L’unica mia consolazione è che quest’uomo passerà alla storia per quello che è.

Ah, se dovesse diventare presidente della repubblica, me ne vado, porto via moglie e figli in attesa della sua morte (ha più di settant’anni, la natura farà il suo corso prima o poi).

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