Enel Energia? No grazie!

La mia casa è elettrica. È una casa tedesca prefabbricata. Il riscaldamento funziona a VMC, Ventilazione Meccanica Controllata.
È poco più di 200 metri quadri e per mantenerla sempre a 20°, per far funzionare la lavastoviglie, la lavatrice, l’asciugatrice, il frigorifero, il forno a microonde, il forno convenzionale, il piano a induzione, la macchinetta del caffè, una decina di computer e qualcos’altro che sicuramente dimentico, consumo circa 10.000 kWh attraverso un impianto trifase da 10 kW.

E basta.

Non consumo gas. Non consumo gasolio. Non consumo altro. Solo energia elettrica. Non ho i pannelli fotovoltaici. ma solo i pannelli solari termici per scaldare l’acqua.

Siccome la casa ha una pompa di calore per scaldare l’aria, Enel Servizio Elettrico, il cosiddetto servizio di maggior tutela, mi fornisce l’energia elettrica con la particolare e vantaggiosa tariffa D1.

L’anno scorso, verso maggio, mi contatta Enel Energia, nata da una costola di Enel Servizio Elettrico e che si occupa di accaparrarsi i clienti che potrebbero lasciare il servizio di maggior tutela per qualche altro concorrente. Mi spiegano che possono farmi una tariffa migliore. Sono molto scettico. Arriviamo a cinque telefonate in cui, nel frattempo, gli invio via email una mia bolletta per fargliela analizzare. “Signor Beri, con noi, quella bolletta da 240€ l’avrebbe pagata 180€”. “Impossibile, guardi che ho una tariffa speciale D1, la conosce?”. “Ah, ehm… mi faccia verificare e la richiamo”. Mi richiamano: “Sì, signor Beri, glielo garantiamo: con noi pagherebbe meno; sa, la nostra componente energia, blah, blah”. Io insisto: “Senta, a me non interessa quali siano le componenti in più o in meno, mi interessa il totale: lei mi garantisce che il costo a kWh con voi sarà più basso?”. “Ma certamente! E con tutti i kWh che consuma, a fine anno, per ogni anno, guadagnerà così tanti punti che le regaliamo una bicicletta elettrica”.

Io sono ancora dubbioso, però mi informo e verifico che, comunque, posso tornare indietro al servizio di maggior tutela per cui non è una scelta di non ritorno.

Accetto.
costo-kwh

Questi qui sopra sono i costi per kWh delle mie ultime dieci bollette. Quelli verdi sono i costi per kWh che ho sostenuto con Enel Servizio Elettrico. Quelli arancioni sono i costi che ho sostenuto con Enel Energia. La prima bolletta è arancione è stata a settembre 2015. Arrivata quella ho ISTANTANEAMENTE dato disdetta a Enel Energia. La seconda bolletta arancione è quella di ottobre e novembre. La terza arancione è quella di dicembre.

La media “verde” del costo al kWh è di 0,238€. La media “arancione” è di 0,351€.

Il 48% (quarantottopercento!) in più.

A gennaio 2016 sono riuscito finalmente a tornare in Enel Servizio Elettrico.

Nel frattempo mi hanno chiamato varie volte e le persone con cui ho parlato si sono beccate la loro dose di rabbia. Nessun insulto, ci mancherebbe, ma una discreta dose di acrimonia condita da sarcasmo e fastidio. Tanto sarcasmo e tanto fastidio. In quello ci so fare. Ho fatto di tutto per rintracciare la persona che mi ha truffato ma non ci sono riuscito.

Per questa vicenda ho speso circa 6 ore della mia vita in telefonate, email, scan, fax (sì, c’è chi usa ancora il fax) e 390€ per via di quelle tre bollette più care.

Il mio modo di interpretare la cosa è che ho fatto un corso di 6 ore a 65€ l’ora per imparare a non farmi fregare al telefono senza avere qualcosa di scritto che mi garantisca quello che mi viene promesso a voce. Funziona! Infatti ora ho imparato.

Voi avete la possibilità di fare questo corso gratis leggendo questa pagina.

Però magari mandatemi una birra 🙂

Il mondo non è così brutto come lo si dipinge

Provate a rispondere a queste domande:

  1. al mondo, su 10 case quante, comprese le capanne dell’Amazzonia, hanno l’elettricità?
  2. al mondo, su 10 bambini, quanti sono vaccinati contro il morbillo?
  3. al mondo, su 10 bambine, quante vanno alla scuola primaria?

Segnatevi la vostra risposta e poi guardate questo video.

Dura un’ora e può essere sottotitolato solo in inglese. Ma vi assicuro che sarà un’ora ben spesa del vostro tempo. Molto ben spesa.

Non ho scoperto di non sapere un sacco di cose, quello lo sapevo già. Ho scoperto di avere un sacco di pregiudizi. E questo mi ha colpito ancora di più che non sapere.

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Se vi sarà piaciuto, potrete vedere anche questo, altrettanto bello e dirompente.

Disegnare

Vi siete mai detti “io non so disegnare” oppure “mi piacerebbe saper disegnare”? Beh, io sì.
Molti anni fa, diciamo più di 25, visto che era il 1987, lessi questo libro (chiaramente in un’edizione precedente):
download

L’autrice, Betty Edwards, sosteneva che disegnare non è un dono ma è un’abilità e, come tutte le abilità, si può imparare conoscendo le giuste tecniche. Addirittura facilmente secondo lei.

Nelle prime pagine del libro c’erano alcuni disegni realizzati dai suoi allievi con le date in cui erano stati fatti. Tipicamente a sinistra c’era il disegno fatto a inizio corso e a destra quello della fine del corso, dopo due o tre mesi. Ecco un paio di esempi.

edwardsDemo
Inutile nascondere che ero molto scettico.
Comunque mi misi a fare gli esercizi, davvero semplici, capendo molto facilmente quello che l’autrice voleva spiegare. In sostanza quando si disegna, ci si deve dimenticare dell’oggetto che si sta guardando, pensando solo a linee, vuoti, punti, colori. Una sedia deve smettere di essere tale e diventare un insieme di linee e vuoti, altrimenti gli disegniamo quattro gambe quando, quasi certamente, se ne vedono solo tre.

Il risultato? Questo fu il ritratto che feci a mia sorella Rita.

rita

Niente di che, ma se vedeste i miei scarabocchi precedenti, gridereste al miracolo 🙂

Morale: se non sapete disegnare, vi assicuro, c’è rimedio!

 

 

Le vie del cervello sono infinite

Stamattina stavo cercando di ricordare quel termine inglese che indica i neologismi formati dalla fusione di due parole, ma proprio non c’è stato verso di farmelo tornare in mente. Poi all’improvviso, chissà perché, decido che c’entra qualcosa il villaggio dove hanno girato il telefilm il Prigioniero.

Infatti da lì ci sono arrivato:

Le vie del cervello sono davvero imperscrutabili 🙂

Due pesi e due misure

Steinbrueck, il capo dell’opposizione tedesca, ha chiamato Grillo e Berlusconi “due clown”

Grillo si è imbufalito e ha fatto i complimenti a Napolitano per essersi indignato.

Ma allora perché lui continua a offendere chi ha votato il PD, chiamandolo il partito PD-meno-elle?

Allora sai che ti dico, Grillo? Che viste le ultime squisite interviste ai tuoi neo deputati, il tuo è il Movimento 5 Stalle.

Luttazzi, ultima puntata

Un amico mi ha segnalato un post che difende Daniele Luttazzi. L’ho letto e, devo dire, mi ha lasciato della stessa opinione. La maggior parte della difesa si basa sulla fantomatica caccia al tesoro. Bene, con Archive.org è possibile cercare tutti gli URL salvati per un dato sito e allora mi sono divertito a indagare un po’ nel passato del sito danieleluttazzi.it. Ho così trovato questa pagina http://web.archive.org/web/20071009141615/http://danieleluttazzi.it/blog/7525:

Ci sono due copie dello stesso messaggio, a firma di un certo Lloyd, una del 2007 e l’altra del 2005 in cui si parla di “citazioni di comici famosi”. Il testo è leggermente diverso e infatti non si capisce come nel 2005 si potesse far cenno alla caccia dell’anno 2007. Sembra quasi che sia stato corretto nel 2007 il testo del 2005 e in seguito, visto l’errore, sia stato corretto nuovamente, facendo una specie di “save as” e cambiando la data del post.

Poi ho trovato quest’altra pagina http://web.archive.org/web/20060112195056/http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/144#comment:

Rappresenta la copia originale del post del 2005, con testo totalmente diverso e questa volta scritto da “Daniele Luttazzi”. Qui si parla soltanto di “scherzi e allusioni segrete”.

C’è poi anche questa copia http://web.archive.org/web/20110414160409/http://www.danieleluttazzi.it/node/144:

Il testo del post diventa assai simile ai due messaggi di Lloyd.

Bene, mi piacerebbe sapere come mai hanno spostato il testo del post del 2007 (dopo pochi mesi hanno iniziato a trapelare le prime liste delle battute “citate”) indietro nel tempo nel 2005, correggendo, sistemando e sostituendo il messaggio originale che non parlava di citazioni?

Per quanto mi riguarda questo non fa altro che confermare che Daniele Luttazzi (o qualcuno del suo entourage) la coscienza sporca ce l’aveva.

Addendum

Come mai io che ho letto diversi suoi libri e visto 4 (se non 5) suoi spettacoli dal vivo, non ho mai sentito un cenno di Luttazzi riguardo a questa fantomatica “caccia al tesoro”?

 

In Italia no!

Non avere la televisione non è un grosso problema, anzi, lo trovo alla lunga un gran vantaggio per tutto il tempo che si guadagna. Abbiamo smesso di averla quando, se non ricordo male alla fine del 2009, la Lombardia è passata su digitale terrestre. Senza antenna parabolica e decoder, ho colto la palla al balzo per soddisfare il mio desiderio innato di snobismo e abbiamo rinunciato completamente alla tv. Qualche tempo fa un amico mi ha regalato una televisione al plasma da 42″ (lui è passato a un 55″ 3D) che usiamo felicemente per vederci film, documentari e serial tv. A proposito, consiglio vivamente Sherlock (quello della BCC), Dexter e Breaking Bad.

Tutto questo ha funzionato bene per più di 3 anni, i figli non hanno praticamente mai protestato, soprattutto dopo che ho spiegato loro che potevano vedere quello che volevano il giorno dopo su Youtube e senza pubblicità (al tempo a loro interessavano le Iene e Zelig).

Ma adesso… già, adesso ci sono le Olimpiadi. Ieri sera, incredibilmente anche Alessandro, il figlio meno sportivo e più artista, ha manifestato il desiderio di vedere la Pellegrini in diretta.

Beh, nessun problema ho pensato, ci sarà modo di trovare un sito che manda in streaming le Olimpiadi. Detto, fatto, cercato e trovato: c’è!

Se avete provato a visitare quel link molto probabilmente vi sarà apparsa questa immagine:

Riporto l’elenco testuale dei paesi:

Albania, Algeria, Armenian Republic, Austria, Azerbaijani Republic, Belgium, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark (Faroes, Greenland), Egypt, Estonia, Finland, France (Andorra, French Guyana, French Polynesia, Guadeloupe, La Reunion, Martinique, Mayotte, New Caledonia, St. Pierre and Miquelon, Terres Australes Françaises, Wallis and Futuna), Georgia,Germany, Greece, Hungary, Iceland, Ireland, Israel, Jordan, Latvia, Lebanon, Libya, Lithuania, Luxembourg, Malta, Former Yugoslav Republic of Macedonia, Monaco, Morocco, Netherlands, Netherlands Antilles (Bonaire, Curacao, Saint Maarten, Sint Eustatius, Saba), Aruba, Norway, Spitsbergen, Poland, Portugal, Republic of Belarus, Republic of Kazakhstan, Republic of Kyrgyzstan, Republic of Moldova, Republic of Tajikistan, Republic of Uzbekistan, Romania, Russia, San Marino, Serbia and Montenegro, Slovakia, Slovenia, Spain, Andorra, Sweden, Switzerland, Liechtenstein, Tunisia, Turkey, Turkmenistan, Ukraine and the United Kingdom.

Siccome la lista di paesi è lunghetta, mi sono preso la briga di preparare una mappa che la rappresenti:

Mi pare che l’immagine parli da sola. Nel caso non sia così, provo a descriverla: tutto ciò che si possa anche lontanamente chiamare Europa, possedimenti e colonie compresi, anche la Russia e i paesi africani vicini, tranne l’Italia.

Per fortuna esistono mezzi per far credere al mondo che il tuo computer si trovi altrove,  per cui alla fine abbiamo visto la Pellegrini, lo sciabolatore Occhiuzzi, un po’ di pallavolo e altri sport vari.

Ma qualcuno sa dirmi perché Eurovisionsports si vede dappertutto in Europa, ma in Italia no? Cosa c’è in Italia, e solo in Italia, di diverso?

Kafka rulez

Federico, il figliolo minore, ieri è stato bocciato all’esame di pratica per il patentino per la moto. Quattro su sette bocciati. Convocazione per le 9. Esame sostenuto alle 13:15. Va beh… bocciatura meritata perché è passato col giallo.

L’ingegnere (chissà poi se sono davvero tutti ingegneri gli esaminatori), severo ma sostanzialmente giusto e gentile, a fine esame e dopo aver spiegato gli errori a Federico, mi fa:

– Mi spiace, comunque può già prenotare oggi o domani per il prossimo esame, la documentazione rimane valida.

– Grazie. Ma senta, non si potrebbe dare agli esaminandi appuntamenti distinti di mezz’ora in mezz’ora, in modo da non far aspettare quasi 6 ore a chi come noi fa l’esame per ultimo?

– Uhm… mi pare proprio una buona idea! La suggerirò al comitato per le patenti.

Archivio la mia sorpresa per tale risposta (mi sarei aspettato un qualche strano motivo tecnico per cui non fosse possibile, non certo che nessuno ci avesse pensato), saluto e me ne vado.

Stamattina mi presento alle 9 alla motorizzazione civile a Varese per prenotare la nuova prova pratica. Per i non addetti, ci sono tre prove complessive a disposizione per affrontare gli esami di teoria e pratica. Avendo passato teoria al primo tentativo Federico ha a disposizione, nonostante la bocciatura di ieri, una nuova (e ultima) prova pratica.

Prendo il numerello G03. Stanno servendo il numero 92. Presumo che si tratti dell’F92 e che tra un po’ tocchi a me. Aspetto con Federico i miei bei quarantacinque minuti e quando è il mio turno mi avvicino allo sportello con il mio bel faldone.

Segue questo dialogo più o meno testuale:

– Buongiorno, ieri mio figlio è stato bocciato e dovrei prenotare la nuova prova pratica.

– Ma guardi che non è più valida la documentazione.

– Scusi? Ma come? Non vede che c’è lo spazio per la terza e ultima prova?

– Aspetti un attimo…

Il tizio si assenta, va dal suo collega allo sportello di fianco, gli fa vedere il faldone, il suo collega lo guarda e dal labiale intuisco una cosa tipo “certo che vale ancora, basta fare un’altra prenotazione”.

Il tizio torna allo sportello, vede la data dell’esame di ieri e fa:

– Dunque, ieri era il 10 luglio, deve attendere un mese e un giorno, quindi si va ad agosto, ma purtroppo non abbiamo ancora i fogli per la prenotazione di agosto quindi deve tornare più avanti.

– Scusi?

– Eh, non posso farle la prenotazione, vede? Ho solo il foglio di luglio.

– Scusi? Lei mi sta dicendo che io devo tornare qui un’altra volta solo per fare la prenotazione?

– Stia calmo, sì è così.

– SCUSI? Io non sto calmo, un suo collega, quello che ieri ha bocciato mio figlio, mi ha detto che potevo venire oggi a prenotare. Un suo collega, capisce? Non un estraneo!

– Non serve fare polemica e urlare, siamo qui a lavorare.

– Guardi quella frase proprio non la deve usare, mi fa solo arrabbiare di più, perché anche io non sono qui a giocare!! Anzi, ho proprio preso un permesso dal lavoro per essere qui e non esiste proprio che io debba tornare solo perché lei non ha un foglio!!!

[Ok, questa è l’unica “forzatura”, non ho dovuto chiedere un permesso a nessuno, ma volevo far valere i miei diritti!]

– Senta, se non le sta bene vada al secondo piano e chieda del sig. Speroni.

– Certo che non mi sta bene e certo che ci vado!!

Nel frattempo era calato un rispettoso silenzio nella sala perché tutti stavano ascoltando il diverbio. Tralascio la facilità (è un eufemismo) con cui trovo il sig. Speroni nei meandri del secondo piano. Attendo che si liberi, mi presento, gli spiego la situazione. Lui mi guarda e senza dire altro mi chiede:

– Ha chiesto allo sportello cinque?

– Sì.

Al che prende il faldone, scende, va allo sportello cinque (io nel frattempo ero dall’altra parte del bancone) va dal tizio, gli spiega qualche cosa, prende un foglio da un’altra pila, viene da me e mi chiede:

– Abbiamo solo 28 o 30 agosto, le va bene?

– 28 agosto va bene. Ma guardi che io ho insistito non per avere l’esame ad agosto ma solo per non tornare qui un’altra volta. A me andava bene anche settembre.

– No, settembre non le andava bene perché avendo fatto la teoria a marzo, il termine ultimo è agosto.

– Ah, ok, capito grazie mille.

Il sig. Speroni senza rispondere o fare cenni, se ne torna al secondo piano.

Ora io mi chiedo: il fantomatico addetto allo sportello cinque, visto che non sapeva che ci sono tre prove da sostenere, visto che non sapeva che il foglio di agosto era solo nella pila a fianco già pronto e in parte compilato (Federico infatti sarà il secondo a sostenere l’esame il 28), visto che stava per gettare al vento una mattinata della mia vita, era veramente “lì a lavorare”?

Ad ogni modo voglio archiviare questo episodio come una vittoria del cittadino Kafka, anche se ottenuta solo con le maniere forti.

Ma che pena…

Tra credenti e atei non ci sono praticamente differenze

Mi è appena arrivato questo bellissimo (ed enorme) poster. Si tratta dell’elenco della gran parte degli dei creati dall’uomo:

Questo è il dettaglio del titolo in alto a cui seguono più di 2800 nomi di dei a cui nessuno, ateo, credente, agnostico o pastafariano crede (sì, lo so, c’è anche il Flying Spaghetti Monster):

Questo invece è il dettaglio del titolo in basso a destra a cui seguono 4 nomi di dei o entità tra cui ci sono quelle a cui i credenti di norma credono:

La differenza, quindi, è al massimo di uno o due nomi su più di 2.800, praticamente nulla 🙂

Se a qualcuno interessa il poster, si può acquistare sul sito Common Sense Atheism.

Nobel

Oggi ho scoperto che l’inventore della plastica è stato un italiano, Giulio Natta, e che per questo ha anche vinto il Nobel per la chimica nel 1963.

Per uno di quegli strani giochi di perle di vetro che spesso capitano navigando il web, ho cercato il numero di vincitori di Nobel a seconda della loro nazionalità e ho trovato questa tabella:

Vincitori del Nobel per paese
Pos Paese Totale
  1 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 287
  2 Bandiera del Regno Unito Regno Unito 110
  3 Bandiera della Germania Germania 94
  4 Bandiera della Francia Francia 57
  5 Bandiera della Svizzera Svizzera 24
  6 Bandiera dell'URSS URSS e Bandiera della Russia Russia 24
  7 Bandiera dell'Italia Italia 20
  8 Bandiera della Svezia Svezia 19
  9 Bandiera del Canada Canada 18
  10 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 18
  11 Bandiera dell'Ungheria Ungheria 14
  12 Bandiera della Danimarca Danimarca 14
  13 Bandiera della Polonia Polonia 14

 

Per mia curiosità ho voluto provare ad aggiungere un paio di colonne, popolazione in milioni di abitanti e il rate nobel per milione, ordinando poi la tabella per quest’ultimo valore:

Vincitori del Nobel per paese
Pos Paese Totale Pop Nob/Pop
  5 Bandiera della Svizzera Svizzera 24 7.8 3.08
  12 Bandiera della Danimarca Danimarca 14 5.4 2.59
  8 Bandiera della Svezia Svezia 19 9.1 2.09
  2 Bandiera del Regno Unito Regno Unito 110 65 1.69
  11 Bandiera dell'Ungheria Ungheria 14 10 1.40
  3 Bandiera della Germania Germania 94 81 1.16
  10 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 18 16 1.13
  1 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 287 308 0.93
  4 Bandiera della Francia Francia 57 65 0.88
  9 Bandiera del Canada Canada 18 34 0.53
  13 Bandiera della Polonia Polonia 14 38 0.37
  7 Bandiera dell'Italia Italia 20 60 0.33
  6 Bandiera dell'URSS URSS e Bandiera della Russia Russia 24 293 0.08

 

Wow! Tutto mi aspettavo fuorché scoprire gli svizzeri al primo posto.

E gli italiani al penultimo…

Campo Ateo

Oggi mi è capitato di riflettere sulla morte.

Mentre stamattina accompagnavo Alessandro a scuola, abbiamo dovuto cambiare strada perché quella principale era bloccata a causa di un incidente che ho poi scoperto essere mortale.

Di pomeriggio invece sono stato al funerale della mamma di un amico (era molto anziana e malata, anche se capisco bene che questo possa essere consolatorio solo prima e non dopo).

Sul filo del pensiero, mentre facevo atto di presenza in chiesa (chi mi conosce sa come la penso), ho riflettuto a cosa vorrei fosse fatto a me e mi sono tornati in mente questo video bellissimo in cui Neil deGrasse Tyson da una meravigliosa risposta a un troll religioso (in breve la domanda era “Cosa farebbe lei se fosse in una cella condannato a morte e senza possibilità di scampo, solo con la sua ragione e il suo intelletto?” e la risposta è stata “Chiederei di essere seppellito e non cremato in modo che la flora e la fauna possano nutrirsi di me come io ho fatto con loro durante la mia vita”).

A seguire mi è tornato in mente un video del Ted, un po’ più strano, in cui Jae Rhim Lee, un’artista moderna, mostra la sua mushroom burial suit (vestito da sepoltura con funghi), anche quello un modo per tornare in circolo restituendo qualcosina-ina di quello che si è preso.

Infine ho ricordato un bellissimo e struggente post di Michela Murgia (grazie Nicola), che ho letto qualche giorno fa, riguardo ad un funerale diverso dal solito. In particolare, oltre alla bella descrizione della cena, ho pensato a questo passo:

Delfio tra le altre cose aveva manifestato il desiderio di essere sepolto con rito civile. Ma il rito civile in sé non esiste, perché non ha liturgie prescritte: la sua costruzione costringe chi resta a un atto di creatività d’amore tagliato su misura, senza la comoda scappatoia dell’affido a un celebrante. Per un rito civile c’è anche bisogno di uno spazio dignitoso appositamente predisposto nel cimitero, ma nessun comune dove viga ancora la presunzione di religiosità si occupa di crearlo. Anche per questo motivo molti rinunciano a rispettare le volontà laiche dei propri defunti, appoggiandosi all’esistente per non doversi assumere, nei giorni del massimo dolore, anche il peso di creare dal nulla un modo nuovo per dire addio.

Alla fine allora ho pensato: ma possibile che non esista un’impresa di pompe funebri per atei/agnostici/pastafariani? Un’impresa funebre che trovi un campo dove uno può farsi seppellire senza bara. Dove uno possa dire “fatemi crescere sopra per un annetto un orticello di fragole e poi fate quello che volete”. Tra l’altro così non serve spazio illimitato come per i cimiteri tradizionali, visto che nel giro di qualche anno si può riciclare il posto occupato. Un’impresa funebre che si occupi di spendere i tuoi soldi per organizzare una cena tra amici, con bella musica e giochi di società invece che per bare costose e ridicoli paramenti viola e neri.

In una parola: un’impresa funebre Razionale.

C’è nessuno lì fuori disposto a mettere in piedi questo business?

Avrebbe subito i miei soldi.

Addendum (lo davo per scontato ma meglio specificare): cito Christofer qui sotto “prima di sotterrarmi per fare le fragole, prendete tutti i pezzi buoni riutilizzabili, senza scrupoli” 🙂

Stefano Lavori

A proposito della scomparsa di Steve Jobs, nel blog struckta stukhtra ho letto questo commento:

Ho ammirato i suoi giocattoli e la sua capacità di inventarli e rinnovarli. Eppure non capirò mai chi mitizza un uomo che non ambiva affatto al Nobel per la pace, né a cambiare il mondo per quello che un essere umano può intendere con “cambiare in meglio la condizione in cui si trova l’umanità di questo pianeta”. Il suo unico credo era la realizzazione dei propri desideri (giocattoli perfetti, migliaia di dipendenti, milioni di pezzi prodotti, miliardi di dollari). C’è riuscito, ha sbaragliato la concorrenza, ha avuto ragione su tutta la linea, ha costretto tutti gli altri a copiarlo, ha goduto dei propri successi, e in questo è stato bravo, anzi, bravissimo. E quindi?
Per piacere, non mitizziamo l’individualismo.

Queste frasi mi hanno colpito perché, in fondo le condivido e anche io penso che sia sbagliatissimo mitizzare qualsiasi individuo (eccetto Feynman ovviamente :-)). Proprio per questo ho riflettuto del perché, nonostante tutto, anche io sia rimasto così intristito dalla sua scomparsa.

E dopo aver riflettuto ho realizzato che mi dispiace perché non saprò mai cosa avrebbe inventato nei prossimi 20 anni…

Come mi dispiace immaginare l’enorme materiale intellettivo umano sprecato nella forma di tutti gli individui che non possono “sbocciare” appieno essendo nati in zone del mondo dove si fa fatica ad arrivare a 15 anni…

Come mi dispiace dover sparire tra un po’, più tardi possibile, senza sapere perché e per come siamo qui, e se siamo soli, e se non siamo soli chi c’è con noi…

Come mi dispiace non poter mai sapere se l’ipotesi di Riemann è vera…

Come mi dispiace perché ogni tanto bisogna dispiacersi per godere di più i momenti in cui non ti dispiace niente 😉

Adoro la crema

Dopo aver letto questo post, senz’altro riterrete il titolo un po’ fuorviante, ma tant’è 🙂

Stamattina stavo discutendo con la mia dolce metà di questa notizia, rising funeral costs: can you afford to die?, al che le ho detto “dovessi mai schiattare, ti prego, non spendere un solo euro per il funerale: niente camposanto, niente chiesa (ovviamente), cremami e spargi le ceneri sopra un campo di fragole (che tanto mi hanno dato in vita). Poi, con i soldi risparmiati, fai una bella festa dove vengono proiettate le mie facce, un paio di preghiere per il Flying Spaghetti Monster e finita lì”.

Alla sua risposta che non è possibile, che comunque morire costa un sacco, che è vietato dalla legge, ecc. ho risposto, col mio solito adorabile cipiglio, che avrei diseredato lei e i figli per non obbligarli a pagarmi il funerale e farlo così pagare al comune e via dicendo.

Insomma, una piacevolissima discussione 😀

Tornato in ufficio ho fatto qualche ricerchina sul web e ho scoperto che c’è una legge del 2001 che toglie il divieto di spargere le ceneri e che il costo della cremazione è fissato, sempre per legge, ad un massimo di 537,97 €. Inoltre diverse città applicano tariffe minori per incentivare la cremazione (a Milano 234 €, a Venezia solo 120 € e a Roma gratis!). Tra l’altro già oggi in Italia si raggiunge il 10% dei casi e in alcune città si supera il 50%.

Insomma, qui lo dichiaro pubblicamente: quando (e se) crepo, massimo 537,97 € (sempre che non riesca a spostarmi in tempo a Roma) e le mie ceneri sopra un campo di fragole.

Ah, mi raccomando: non gettatemi controvento! 😀

 

PAM

Rimbalzando qua e là, come spesso capita navigando nel web, mi sono imbattuto in questa affermazione del grandissimo fisico Paul Adrien Maurice Dirac:

I cannot understand why we idle discussing religion. If we are honest—and scientists have to be—we must admit that religion is a jumble of false assertions, with no basis in reality. The very idea of God is a product of the human imagination. It is quite understandable why primitive people, who were so much more exposed to the overpowering forces of nature than we are today, should have personified these forces in fear and trembling. But nowadays, when we understand so many natural processes, we have no need for such solutions. I can’t for the life of me see how the postulate of an Almighty God helps us in any way. What I do see is that this assumption leads to such unproductive questions as why God allows so much misery and injustice, the exploitation of the poor by the rich and all the other horrors He might have prevented. If religion is still being taught, it is by no means because its ideas still convince us, but simply because some of us want to keep the lower classes quiet. Quiet people are much easier to govern than clamorous and dissatisfied ones. They are also much easier to exploit. Religion is a kind of opium that allows a nation to lull itself into wishful dreams and so forget the injustices that are being perpetrated against the people. Hence the close alliance between those two great political forces, the State and the Church. Both need the illusion that a kindly God rewards—in heaven if not on earth—all those who have not risen up against injustice, who have done their duty quietly and uncomplainingly. That is precisely why the honest assertion that God is a mere product of the human imagination is branded as the worst of all mortal sins. [traduzione]

Si capisce subito quando una cosa l’ha detta un genio…

La statistica raccontata come una partita di calcio


Provate a guardare questo video. Parte piano ma poi cresce alla grande (ci sono i sottotitoli in 38 lingue, italiano compreso). Alla fine non ho resistito e ho guardato tutte le sei presentazioni TED di Hans Rosling.

Per me questo tizio è un genio e ha completamente stravolto le mie credenze (perché di questo si tratta) su come funziona il mondo al giorno d’oggi.

E poi, se è piaciuto anche a voi, visitate anche questo sito: la cosa divertente è che il software e i dati sono liberi e gratuitamente scaricabili.

Bellissimo.

Chi decide dei salari dei governanti?

Seguendo un flusso di link che è partito nemmeno ricordo da dove e, passando per Franklin D. Roosevelt, è finito al XXXVII emendamento della Costituzione americana, ho scoperto che quest’ultimo dice:

No law, varying the compensation for the services of the Senators and Representatives, shall take effect, until an election of Representatives shall have intervened.

In pratica il Congresso non può decidere del proprio stipendio ma solo dei rappresentanti della successiva elezione.

Da Wikipedia:

The Twenty-seventh Amendment provides that any change in Congressional salaries may only take effect after the beginning of the next term of office for Representatives. Sometimes called the “Congressional Compensation Amendment of 1789”, the “Congressional Pay Amendment”, and the “Madison Amendment”, it was intended to serve as a restraint on the power of Congress to set its own salary—an obvious potential for conflict of interest.

La trovo un’idea geniale quanto efficace. Sarebbe bello fosse proposta da qualcuno anche in Italia.

C’è da dire che negli USA fu proposto nel 1789 e approvato solo nel 1992. Se qualcuno lo proponesse adesso al parlamento italiano, sarebbe un discreto successo approvarlo tra soli 203 anni, nel 2213… 🙂

Moschee

Se vi va, leggete questi due articoletti e trovate le differenze tra USA e Italia. Io qualcuna ne ho trovata…

Il Dio d’America (17 agosto 2010)
La moschea a Milano? (19 agosto 2010)

A futura memoria, nel caso i link non siano più validi, faccio un piccolo riassuntino.

Il Dio d’America

… Barack Obama, presidente di quel Paese, ha detto sì alla richiesta di un gruppo islamico che intende costruire una moschea nell’area di New York detta “Ground Zero”

… Il libro “Profili nel coraggio” era l’elogio dei pochi grandi leader della storia capaci di decisioni non volute dai cittadini, però necessarie e giuste. Oggi Barak Obama si è aggiunto alla breve lista di eroi della politica compilata da Kennedy. L’imprudenza politica di Obama è grande. È il rischio di perdere il favore che finora l’ha sostenuto. Ma con lui l’America fa un altro passo avanti nella Storia.

La moschea a Milano

… In effetti tutti in Comune sanno da anni del progetto in stallo per la nuova moschea a Cascina Gobba, un piano da un milione e 400mila euro di investimenti totalmente autofinanziati dalla comunità islamica più affidabile e conosciuta a Milano, che da sempre, non avendo locali idonei alla preghiera, è costretta a dirottare i fedeli sulle palestre di via Iseo e via Cambini. L’Ambrogino d’oro Mahomoud ha scelto la linea “legalitaria” e attende fiducioso che la trattativa col Comune si sblocchi.

Avete notato anche voi, qualche piccola differenza?

L’infinito a portata di mano

Visto che hanno appena trovato (forse) un neutrino e mio figlio Alessandro ha passato indenne anche la seconda liceo scientifico (con voti in matematica che spaziano dal 3 e mezzo all’8 e mezzo, la professoressa gli ha detto “Beri, non ci facciamo mancare nessuna emozione, eh?”), mi è tornata in mente questa bella intervista a Camilleri che lessi su un numero di Le Scienze del 2007.

L’infinito a portata di mano.
di Andrea Camilleri

Con grandissimo dispiacere di mio padre, che era fisico-matematico, arrivai alla terza liceo che ancora non sapevo memorizzare le tabelline. Figuratevi se potevo affrontare la trigonometria o la fisica! La mia professoressa, rendendosi conto che ero assolutamente negato, fece con me un patto: mi avrebbe dato la promozione col sei se in tutte le altre materie scolastiche avessi avuto almeno sette. Rispettai il patto e lei lo rispettò. Fortunatamente non dovetti sostenere il terribile esame di maturità perché, nell’aprile del 1943, gli eserciti alleati erano alle porte della Sicilia, sentivamo il rombo delle cannonate su Lampedusa, e quindi fummo giudicati per scrutinio. Venni promosso e da lì a due mesi, chiamato alle armi con un anno d’anticipo, mentre gli alleati sbarcavano, sostenni il mio vero esame di maturità alla vita. Devo confessare che, col trascorrere degli anni, ho sempre più rimpianto di non essere mai riuscito a capire nulla di matematica e fisica. Ho persino tentato di leggere libri divulgativi che anche un bambino di sette anni riusciva a comprendere, niente da fare. Con l’età, ho cominciato a giudicare questa mia incapacità come una vera e propria menomazione connaturata, una malformazione di nascita, un brutto handicap che m’impediva una più ampia comprensione del mondo. La discreta conoscenza letteraria della quale sono in possesso riesce infatti solo a spiegarmi, in parte, i comportamenti umani, i loro complessi rapporti con gli altri e con la società, ma non riesce minimamente a illuminarmi su elementari fenomeni quotidiani come il sole, l’aria, la luce, la terra, il fuoco. Sono insomma un rappresentante mezzo cieco di una delle due culture, per parafrasare un titolo di Snow, che anela ormai invano a conoscere un minimo, un qualcosa, dell’altra cultura perché pensa che ne uscirebbe enormemente arricchito. Così, per rifarmi, assiduamente leggo le pagine scientifiche dei giornali e, per quel poco che riesco a capirci, m’entusiamo ad ogni nuova scoperta, a ogni nuova avventura scientifica. Sono come un tifoso che esulta a bordo campo ma non saprebbe calciare un pallone. Perciò la prima volta accolsi con entusiasmo l’invito a visitare i laboratori del Gran Sasso. Ci entrai, lo confesso, con un certo batticuore che si accentuò non appena mi resi conto della vastità incredibile di quei laboratori sotterranei. La prima impressione che ne ebbi fu quella di vedere tre enormi cattedrali viventi messe l’una accanto all’altra. Io, che non sono credente, ne ebbi come un senso di religiosità laica. Tanto che, fumatore accanito come sono, spontaneamente, per rispetto, mi passò la voglia d’infilarmi una sigaretta in bocca, non avevo bisogno d’obbedire ai grandi cartelli sui quali c’era scritto ch’era vietato fumare. Mentre mi parlavano delle ricerche in corso, tra le quali una che avrebbe spedito dei neutrini da Ginevra, io mi incantavo dietro agli stupendi nomi coi quali venivano designate le varie ricerche, nomi certamente attinenti alle diverse specificità, ma che mi aprivano la fantasia, me la liberavano, mi trasformavano le grandi apparecchiature in immense suggestioni in grado di trasportarmi in un fantastico viaggio verso il Sole e le stelle, assai più che delle comuni astronavi. Da lì a poco mi trovai commosso fino alle lacrime. Fu quando mi venne spiegata l’importanza fondamentale di una certa quantità di piombo ritrovata in una nave romana affondata oltre duemila anni fa: quell’antico piombo aveva permesso di studiare meglio i neutrini. In quel momento compresi che dentro quel laboratorio era il tempo stesso a concretizzarsi, a rappresentarsi interamente nel suo passato, nel suo presente e nel suo futuro.

Ci sono tornato una seconda volta, mi hanno fatto vedere la gigantesca apparecchiatura per la ricerca dei neutrini ormai in pieno corso, ancora una volta non ho avuto nessuna voglia di fumare. Mi sono ripromesso di tornarci almeno una terza volta. Perché? Perché mai come lì, sottoterra, in un ambiente chiuso, ho provato la sensazione vertiginosa di avere l’infinito a portata di mano.

Tafazzi terrore degli spazi

Senza scendere in ardite analisi politiche, ma c’è davvero da essere così contenti di avere come consiglieri regionali il figlio di Bossi, bocciato due (o tre?) volte alla maturità, e l’igienista dentale di Berlusconi?

Mah…

Siamo tutti un po’ Tafazzi.

E se dio esistesse ma con uno spiccato sense of humour?

Dal mitico Enrico Riko Franchi:

Poi magari si scoprirà che Dio esiste ed è molto meno egocentrico di quello che pensa il nostro calcolatore. Non gli frega una mazza se hai creduto in lui e ti giudica sulla base della tua bontà.
E magari ci troviamo un “paradiso” popolato da atei che dicono “oh cazzo!” e un inferno di religiosi che cavillano sulla normetta e il comma che hanno violato in vita.
Chissà…

Mi è troppo piaciuta! 🙂

ADSM

Dopo l’ennesima triste constatazione della pochezza italiana, Davide, un mio amico di destra (sigh, nessuno è perfetto) mi ha scritto:

“Dovremmo fare un partito noi due e chiamarlo ADSM: l’Alternativo di Destra e la Sinistra che Manca”

Una legge che farei subito è vietare la lettura in televisione e la pubblicazione degli oroscopi sui giornali non del “settore” (mi fa ridere l’idea di un settore del genere). Voglio vedere se mi dicono che mancano i fondi.

Non c’entra molto con quello che succede al giorno d’oggi, ma sarebbe un segnale a questa massa di ignoranti, trogloditi, retrogradi, bolsi, ecc.

Si accettano proposte.

Il Fatto Quotidiano

Oggi era in edicola Il Fatto Quotidiano, un nuovo quotidiano che prende il nome da una trasmissione del grande Enzo Biagi.

È andato esaurito quasi all’istante (lo trovate per fortuna online in PDF). Questo fa il paio con il 13% di share che ha ottenuto l’odioso esserino in prima serata l’altro giorno, ospite di quell’altro nome di animale, e mi fa pensare che la gente senta un forte bisogno di novità nel mondo dell’informazione.

Ricordo un mio amico, di destra, che anni fa leggeva il giornale (minuscolo per forza). Siccome lavorava in una tesoreria di una banca, smise di comprarlo perché continuava a fare le scelte sbagliate giocando al ribasso (andando corto in termine tecnico), visto che a quei tempi c’era al governo Prodi e tutto secondo quella carta straccia andava male. Mi domando oggi cosa farebbe il mio amico se continuasse a leggere quella immonda schifezza (spero di essere querelato così divento famoso anche io).

Comunque allego una immagine della cosa che mi più mi piace di questo giornale.

Speriamo resistano.