La neve

Ieri è stata una splendida giornata. Quasi. Diciamo che lo è stata per il 95%.

Parto da casa verso le 11 per andare a trovare Piergiuliano a Lecco, visto che per pochi giorni starà in Italia (vive in Canada). Gli 80 chilometri di strada sono incredibilmente sgombri (anche la A4!) e arrivo dopo mezzogiorno. Segue una piacevolissima visita con tanto di pranzo, Sonia è molto gentile e comprensiva con chi sta facendo consumare, assieme ad Antonio, tutto il tempo libero del marito. I figli Andrea e Massimo mi riportano indietro di una decina di anni, quando giocavo e facevo gli stessi scherzi con Alessandro e Federico.

Dopo le 4 di pomeriggio, visto che la neve cade copiosa, decido di ripartire e, non appena imbocco la prima strada provinciale capisco che mi aspetta un lungo viaggio…

L’umore è ottimo, la neve mi piace molto, l’auto ha il serbatoio pieno e gli pneumatici giusti, non ho fretta e nessun impegno in vista (la partita di basket della sera è rimandata proprio per il cattivo tempo). Dopo circa 90 minuti ho già percorso 5 chilometri, letto una cinquantina di mail e fatto due o tre telefonate di lavoro.

Verso le 18 e 30, con altri 5 chilometri alle spalle, mi fermo ad un distributore di benzina (esaurito) con tanto di bar annesso. Panino al tonno, diet coke, caffè e riparto.

Verso le 21 arrivo alla periferia di Milano. Le autostrade sono completamente intasate per cui decido di impostare sul navigatore “il percorso più breve” e mi diverto ad attraversare vicoli e stradine piene di neve.

Verso le 22 decido, dopo che il mio amico Bucci mi avvisa delle autostrade sgombre, di lasciare i vicoli e rimposto “il percorso più veloce”.

Sono dalle parti di Novate e vedo che sto per imboccare la Milano – Meda da questa rampa. Ne percorro un po’ ma mi viene il dubbio che Meda non sia la direzione che voglio prendere e, mentre sono al telefono sempre con Bucci, visto che non c’è anima viva in giro, faccio retromarcia per una ventina di metri.

Scopro così che dove sembra esserci della neve c’è il fossato che bene si vede nella foto… e le due ruote di destra vi scivolano dentro. Nel tentativo di uscire la macchina entra di più nel fossato e si inclina a 45° gradi. Dico qualche gentile parola al telefono, riattacco e scendo a controllare la situazione. E non è bella: nevica come non mai, fa un freddo becco, io ho un giubbottino leggero, scarpe leggere, senza guanti ne cappello (e nemmeno capelli), non si vede nessuno in giro e la luce più vicina è un distributore della benzina a qualche centinaio di metri.

Mi incammino, arrivo al distributore e leggo i nomi delle due vie dell’incrocio vicino in modo da poter dire al soccorso dell’assicurazione, che sto per chiamare, dove mi trovo. Chiamo il numero verde. 5 minuti di attesa. Parlo con un operatore gentilissimo e, mentre sto dando le ultime indicazioni il cellulare fa uno strano brusio e si spegne (l’indicatore della batteria dava il 50% di carica). In questo preciso momento mi starei guadagnando almeno un milione di anni di purgatorio, se mai dovesse esistere.

Torno all’auto, risalgo e, data la pendenza, la portiera mi si chiude sul dito. L’unghia diventa nera e io scopro che farsi male alle mani quando fa molto freddo fa guadagnare molti altri milioni di anni di purgatorio.

Metto in carica il cellulare, aspetto, richiamo il soccorso e dopo un’attesa di 12 minuti riattacco chiamando il numero estero dello stesso soccorso. Azzecco la mossa e mi risponde quasi subito un’operatrice che, controllando, mi avvisa che il suo collega aveva fatto in tempo ad avvisare un carroattrezzi che mi raggiungerà in circa 3 ore (“La situazione la vede anche lei”, “Sì, la situazione la vedo anche io”). Non posso prendermela con altri che con me stesso, torno in auto e la accendo per riscaldarmi un po’.

Passano pochi minuti e improvvisamente vedo delle luci lampeggianti di fianco a me. Scendo speranzoso e chiedo al tizio che mi fissa dal finestrino di un malandato (ma meraviglioso!) carroattrezzi: “Siete qui per me?”. “No, hai già chiamato il soccorso?”. “Sì, ma non importa, mi potete tirare fuori? Attenzione però, ho solo 20 € in tasca”.

I tre sul carroattrezzi si fissano, poi mi guardano e dicono “Ci sarà pure un bancomat qui vicino”.

Io: “Ok, ma quanto mi costa?”.

Loro: “50 €”.

Cerco meglio nel portafoglio e trovo una banconota da 50 € piegata. La prendo tremante e urlo “CE LI HO!!! Tiratemi fuori!!!”.

I tre scendono, uno mangia una mela, l’altro si pulisce i denti con un stuzzicadenti e il terzo toglie la neve da sotto l’auto per agganciarla. Mi ricordano Brad Pitt e soci in Snatch.

Tirano fuori l’auto dal fosso, io li pago, li ringrazio, torno in auto, avviso il soccorso di annullare la mia richiesta (altri 9 minuti di attesa, ma lo capisco visto il macello che vedo in giro).

Dopo un’altra ora di viaggio, arrivo a casa a mezzanotte e mezza.

Sono un uomo felice.

9 comments on “La neve

  1. E tu, con un neve annunciata da giorni, parti in giubbottino leggero, scarpe leggere, senza guanti ne cappello (e nemmeno capelli) e 20 (poi 70) Euro in tasca (panino al tonno, diet coke, caffè esclusi) per andare a Lecco, facendo manovre in retromarcia al buio mentre sei al telefono?
    Non si puo’ dire che non te le vai a cercare 🙂

  2. Allucinante. Ma una cosa mi resterà in mente per tutta la vita: il panino al tonno con la diet coke. Ti posso solo dire che forse dio esiste e ha i miei stessi gusti.

  3. Ci si rende conto di quanto sia utile il cellulare in questi frangenti, vero?
    Prova ad immaginare: auto nel fosso, tutta la famiglia in fibrillazione per tuo mostruoso ritardo (telefonata di Luci all’amico: “ma non può essere, è partito di qui ORE fa!!”), buio, freddo, no colonnine soccorso (una, dopo 3 Km a piedi, è rotta).
    Si ferma un’auto, sembra volerti dare una mano, invece il ragazzo alla guida ti punta il coltello alla gola, di frega la banconota da 50€. E pure il giubbotto leggero.
    Ritorni all’auto, aspetti che passi la notte e che i soccorsi ti trovino. Al buio è difficile, sarà all’alba del giorno dopo. Senza il pollice (danni da congelamento) la tua vita non sarà più la stessa .

  4. >I tre sul carroattrezzi si fissano, poi mi guardano e dicono “Ci sarà pure un bancomat qui vicino”.

    fantastico senso umanitario 😀

  5. Ci sarà pure un bancomat… troppo bella…

    sembra una favola …
    Se mai avrò figli la racconterò la sera prima che si addormentino:
    “C’era una volta un folletto uscito da un computer a cui piaceva andare in giro in macchina con la neve…”

  6. Caro Marco,
    guarda il lato positivo, hai imparato un sacco di cose:
    1. non si telefona mentre si guida, specie se c’è la neve
    2. con la neve, meglio l’autostrada intasata che le stradine: in genere è sempre più pulita
    3. il panino al tonno con la diet coke peggiora la qualita di guida
    4. guardare le previsioni del tempo aiuta a scegliere l’abbigliamento opportuno
    5. la prossima volta, se proprio devi, sceglierai un fosso più vicino a casa, di modo che gli amici ti possano venire a prendere
    6. ci sono modi migliori per avere un argomento da scrivere nel blog

    detto questo, sei sempre il mio idolo.

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